Credito d’imposta materiali di recupero e spese sostenute nel 2024: guida completa al bando MASE 2025

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il Decreto del 17 novembre 2025, attraverso il quale disciplina il credito d’imposta materiali di recupero destinato alle imprese che, durante l’intero anno 2024, hanno sostenuto spese per materiali riciclati, recuperati, compostabili o biodegradabili certificati. Inoltre, il Ministero ha fissato le tempistiche di presentazione delle richieste: lo sportello sarà attivo dalle ore 12:00 del 1° dicembre 2025 fino alle ore 12:00 del 30 gennaio 2026, offrendo pertanto un periodo sufficientemente ampio per organizzare la documentazione.

Questa misura risulta particolarmente rilevante, poiché consente alle imprese non solo di ridurre i costi, ma anche di adottare materiali con un impatto ambientale minore. Di conseguenza, il bando si inserisce perfettamente nell’ottica dell’economia circolare e del progressivo miglioramento delle filiere produttive.


Cos’è il credito d’imposta per materiali di recupero

Il credito d’imposta ammonta al 36% delle spese sostenute nel 2024, con un tetto massimo annuale pari a 20.000 euro per impresa. Pertanto, l’agevolazione può incidere in modo determinante sui costi aziendali relativi all’adozione di materiali riciclati.

In aggiunta, il bando è rivolto a tutte le imprese, senza differenze di:

  • forma giuridica,
  • settore,
  • dimensione.

In altre parole, possono beneficiarne sia microimprese sia grandi gruppi industriali. Questa caratteristica, infatti, garantisce un’applicazione trasversale e inclusiva del beneficio.


Requisiti di accesso al credito d’imposta materiali di recupero

Per poter accedere al credito d’imposta, l’impresa deve:

  • essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle Imprese;
  • avere almeno una sede operativa in Italia;
  • trovarsi in condizioni economico-finanziarie regolari, e quindi non essere in liquidazione né soggetta a procedure concorsuali.

Questi requisiti, inoltre, assicurano che il contributo venga destinato ad attività effettivamente operative. Di conseguenza, solo le imprese in condizioni di stabilità possono richiederlo.


Materiali ammissibili per il credito d’imposta

I materiali ammessi sono suddivisi in diverse categorie. Inoltre, ciascun gruppo deve rispettare standard tecnici specifici.

1. Prodotti e semilavorati da materiali post-consumo o raccolta differenziata della plastica

Questa categoria comprende, ad esempio:

  • vaschette,
  • film plastici,
  • contenitori,
  • componenti vari.

Tutti questi materiali devono essere costituiti da plastica riciclata certificata e, inoltre, devono rispettare le specifiche tecniche dichiarate dal produttore.

2. Imballaggi biodegradabili e compostabili (UNI EN 13432:2002)

Rientrano in questa categoria:

  • shopper compostabili,
  • packaging alimentare,
  • pellicole,
  • imballaggi rigidi.

Gli imballaggi, inoltre, devono risultare conformi alla norma UNI EN 13432:2002 ed essere accompagnati da certificazioni rilasciate da organismi accreditati. Di conseguenza, l’impresa non può acquistare materiali non certificati.

3. Imballaggi cellulosici recuperati

Sono inclusi:

  • carta recuperata,
  • cartone riciclato.

Tuttavia, non sono ammessi imballaggi composti con sostanze non biodegradabili, come:

  • carta plastificata,
  • carta accoppiata con alluminio,
  • rivestimenti ad alta densità,
  • inchiostri speciali.

Di conseguenza, è necessario verificare con attenzione la composizione e la tracciabilità dei materiali.

4. Imballaggi in legno non impregnato

In questa categoria rientrano:

  • bancali,
  • cassette,
  • supporti in legno,
  • packaging industriale.

Il legno, inoltre, deve provenire da filiere certificate o da sistemi di recupero e non deve essere stato trattato con sostanze non conformi. Pertanto, la documentazione del fornitore è indispensabile.

5. Imballaggi riciclati da carta, alluminio e vetro

Rientrano, ad esempio:

  • bottiglie,
  • vasetti,
  • fogli,
  • semilavorati industriali.

Inoltre, tali materiali devono provenire da circuiti certificati di raccolta differenziata e recupero.


Requisiti che le spese devono rispettare

Affinché le spese siano considerate valide, devono rispettare specifici criteri. Inoltre, l’impresa deve essere in grado di esibire la documentazione in caso di controlli.

1. Spese sostenute nel 2024 e pagamenti tracciabili

Le spese devono essere:

  • documentate tramite fatture complete;
  • pagate con strumenti tracciabili, come bonifici, carte aziendali o pagamenti elettronici.

Di conseguenza, è escluso l’utilizzo del contante.

2. Inerenza all’attività aziendale

I materiali acquistati devono essere utilizzati:

  • nel processo produttivo, oppure
  • nelle attività logistiche.

Pertanto, non è ammessa la semplice rivendita. Inoltre, l’uso deve risultare coerente con l’attività dichiarata.

3. Tracciabilità della provenienza

L’impresa deve poter esibire:

  • certificazioni dei fornitori,
  • attestazioni delle percentuali di riciclato,
  • dichiarazioni di conformità,
  • etichettature ambientali.

Questo insieme di documenti risulta essenziale, poiché consente di dimostrare l’effettiva conformità dei materiali.

4. Congruità rispetto ai volumi aziendali

Le quantità acquistate devono essere proporzionate:

  • ai volumi di produzione,
  • ai flussi logistici,
  • ai consumi storici dell’impresa.

In caso contrario, potrebbero emergere criticità nei controlli. Inoltre, la congruità rappresenta un criterio centrale nelle verifiche ministeriali.


Cosa accade se le richieste superano le risorse disponibili per il credito d’imposta materiali di recupero

Qualora le richieste complessive superino lo stanziamento annuale, il Ministero procederà al riparto proporzionale delle risorse. Di conseguenza, ciascun richiedente otterrà un credito ridotto in proporzione all’ammontare richiesto. Inoltre, questo meccanismo garantisce equità e trasparenza nella distribuzione dei fondi.


Modalità di utilizzo del credito d’imposta materiali di recupero

Il credito:

  • deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite F24;
  • non concorre alla formazione del reddito d’impresa;
  • non incide sul valore della produzione IRAP;
  • non è cumulabile con altri aiuti riferiti alle medesime spese.

Pertanto, l’agevolazione comporta vantaggi fiscali significativi senza generare impatti sul carico impositivo complessivo. Inoltre, il meccanismo di compensazione lo rende rapidamente utilizzabile.


Contattami per una consulenza personalizzata sul Credito d’imposta materiali di recupero

LinkedIn
Facebook
WhatsApp
Email
Stampa

Articoli Correlati

Ultimi Articoli

Il passaggio generazionale tra fratelli soci nelle società di famiglia è il momento più delicato della vita di un’impresa. Quando...

La questione del socio forfettario società semplice agricola è molto più delicata di quanto appaia. Il punto non è la...

Cresce il fatturato, ma l’utile cala: com’è possibile capire il problema con il controllo di gestione? Capita più spesso di...

Ultimi Video

Quando partecipi a un bando o richiedi un contributo pubblico, può capitare che l’agevolazione venga concessa in regime de minimis....

Dal 1° gennaio 2026 torna l’iperammortamento, ma non è una semplice replica del credito d’imposta 4.0. In questo video spiego...

All’interno di molti gruppi di società si verifica spesso una situazione critica:alcune società accumulano crediti IVA, mentre altre devono versare...

Prenota una consulenza esclusiva

Compila il modulo qui sotto, riceverai una risposta in breve tempo 

Informazioni di contatto
Descrivi il motivo che ti spinge a richiedere una consulenza con me.