Iperammortamento 2026: soppressione dei crediti d’imposta 4.0 e 5.0 e ritorno alla deduzione maggiorata

Dopo anni di credito d’imposta 4.0 e, più recentemente, 5.0, il Governo cambia rotta. La Legge di Bilancio 2026, secondo la bozza circolata, introduce una svolta importante: la soppressione dei crediti d’imposta sugli investimenti e il ritorno, in versione aggiornata, al meccanismo dell’iperammortamento 2026.

Si tratta di un passaggio significativo che, pur richiamando uno strumento già noto alle imprese, ne ridefinisce completamente funzione, struttura ed effetti fiscali.

Il nuovo impianto non è un semplice ritorno al passato: rappresenta una scelta di razionalizzazione e semplificazione. Dopo anni segnati da aliquote variabili, adempimenti complessi e continue modifiche normative, la politica industriale italiana sembra voler tornare a un modello più lineare. L’obiettivo è ripristinare un incentivo integrato nel TUIR, basato non su un credito da compensare, ma su una maggiorazione della deduzione che agisce direttamente sul reddito d’impresa.


Dall’era dei crediti d’imposta all’iperammortamento 2026: un cambio di paradigma

L’esperienza del Piano Transizione 4.0 e 5.0 ha rappresentato un acceleratore straordinario per gli investimenti privati: digitalizzazione, automazione, interconnessione e modernizzazione dei processi produttivi sono cresciuti rapidamente.

Tuttavia, il meccanismo del credito d’imposta, pur efficace, ha rivelato limiti strutturali:

  • eccessiva burocrazia
  • complessità documentale
  • difficoltà di tracciamento legate al PNRR
  • rischio di cumulo improprio con incentivi europei
  • incertezza normativa che spesso rallentava l’utilizzo

Con l’arrivo dell’iperammortamento 2026, il Governo punta a stabilizzare il sistema. L’agevolazione torna a essere legata alla logica originaria: chi investe e produce reddito deduce di più.

Questa nuova versione dell’iperammortamento diventa così uno strumento strutturale, automatico e integrato nel bilancio d’impresa, senza click day, piattaforme dedicate o procedure esterne.


Le caratteristiche principali del nuovo Iperammortamento 2026

La bozza della Legge di Bilancio prevede che dal 1° gennaio 2026 gli investimenti in beni strumentali nuovi possano beneficiare di una maggiorazione extracontabile del costo ammortizzabile. L’iperammortamento 2026 sostituirà integralmente i crediti d’imposta 4.0 e 5.0.

Soggetti beneficiari

Potranno accedere tutte le imprese residenti che:

  • determinano il reddito d’impresa sulla base del bilancio
  • sono in regola con gli obblighi contributivi
  • indipendentemente da settore o forma giuridica

Beni agevolabili

Sono agevolabili i beni di cui agli allegati A e B della Legge 232/2016, quindi:

  • macchine utensili
  • sistemi di automazione industriale
  • sensori e dispositivi IoT
  • software e piattaforme gestionali
  • sistemi interconnessi e integrati
  • impianti per produzione e autoconsumo da energie rinnovabili (con componentistica UE)

Rientrano anche i sistemi di accumulo, come previsto nel 5.0, se dotati di elevati standard di efficienza.


Aliquote dell’Iperammortamento 2026

La nuova disciplina introduce fasce progressive di maggiorazione, basate sull’importo dell’investimento:

  • fino a 2,5 milioni → maggiorazione del 180%
  • da 2,5 a 10 milioni → maggiorazione del 100%
  • da 10 a 20 milioni → maggiorazione del 50%

Regime potenziato

Per gli investimenti che comportano una riduzione del consumo energetico:

  • 3% aziendale oppure
  • 5% sul singolo processo

le aliquote possono salire fino al 220%.

Un esempio concreto

Un investimento da 1.000.000€ in un bene 4.0 potrà garantire un risparmio fiscale complessivo fino a 430.000€, distribuito nel periodo di ammortamento.


Periodo agevolato e prenotazione degli investimenti

Gli investimenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026. Tuttavia, è prevista una finestra aggiuntiva:

  • completamento fino al 30 giugno 2027
  • a condizione che entro il 31 dicembre 2026:
    • l’ordine sia accettato
    • sia versato un acconto minimo del 20%

Questo meccanismo consente alle imprese di pianificare investimenti complessi senza rischio di perdere l’agevolazione.

L’iperammortamento si applica solo quando:

  • il bene entra in funzione, e
  • per i beni 4.0, quando avviene l’interconnessione documentata.


Come cambia il vantaggio fiscale con l’Iperammortamento 2026

Il beneficio non sarà più riconosciuto come credito d’imposta compensabile con F24, ma come deduzione incrementale di ammortamento.

Ne derivano alcuni effetti:

  • vantaggio distribuito nel tempo
  • maggiore stabilità normativa
  • nessun limite di compensazione annuale
  • nessun impatto sul regime “de minimis”
  • perfetta integrazione nel TUIR

Tuttavia:

  • l’iperammortamento non si applica all’IRAP
  • genera un vantaggio solo in presenza di reddito imponibile
    (le imprese in perdita potranno comunque beneficiare della deduzione negli anni successivi)


Cumulabilità con altri incentivi

Il nuovo iperammortamento 2026 sarà cumulabile con altri incentivi nazionali o europei, a condizione che:

  • non venga superato il costo effettivo del bene
  • la parte coperta da altri contributi sia esclusa dal calcolo della maggiorazione

Questo aspetto è rilevante soprattutto per:

  • imprese in Zone Economiche Speciali
  • investimenti cofinanziati da fondi regionali
  • progetti in ambito PNRR

Nonostante una maggiore semplicità rispetto ai crediti d’imposta, la verifica delle norme UE sugli aiuti di Stato rimane indispensabile.


Conclusioni: cosa cambia per imprese e consulenti

Con il ritorno dell’iperammortamento 2026, il sistema degli incentivi agli investimenti entra in una fase più matura e coerente con la logica del bilancio.

Per le imprese diventa fondamentale pianificare, valutando:

  • impatto fiscale
  • redditività futura
  • convenienza del nuovo sistema rispetto ai precedenti crediti d’imposta

Per i professionisti e i consulenti, si apre una nuova fase di supporto strategico: sarà necessario ricalibrare business plan, eseguire simulazioni fiscali e predisporre correttamente la documentazione tecnica e amministrativa.

Il ritorno all’iperammortamento non rappresenta un passo indietro, ma un ritorno alla sostanza: l’incentivo diventa parte integrante del ciclo economico dell’impresa, non un premio esterno e scollegato.


Link Utili:

Documento Programmatico di Bilancio 2026 (PDF) – MEF

Audizione del ministro Giorgetti sul DDL Bilancio 2026


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