Quando si affronta il tema della successione e donazione, uno degli aspetti fondamentali riguarda l’applicazione della doppia franchigia e il meccanismo del coacervo.
Molti pensano, erroneamente, che donazioni e successioni si sommino automaticamente per determinare la base imponibile, creando una franchigia unica e cumulativa. In realtà non è così.
Le franchigie nella successione e nella donazione
La normativa attuale prevede franchigie distinte a seconda del grado di parentela:
- 1 milione di euro per coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti).
- 100 mila euro per fratelli e sorelle.
Quando il valore dei beni trasferiti per successione o donazione resta sotto queste soglie, non sono dovute imposte.
La questione chiave riguarda però il rapporto tra successione e donazione e il funzionamento del coacervo.
Doppia franchigia successione e donazione: cos’è il coacervo?
Il coacervo è il cumulo, ai fini fiscali, delle operazioni di trasferimento patrimoniale per calcolare le imposte complessive. Tuttavia, non sempre si applica nello stesso modo.
La legge italiana stabilisce infatti che:
- Il coacervo è obbligatorio solo tra donazioni. Se un soggetto riceve più donazioni dallo stesso donante nel tempo, queste vanno cumulate per verificare il superamento della franchigia.
- Il coacervo tra donazioni e successione non esiste più. Ciò significa che le donazioni ricevute in vita non riducono la franchigia disponibile al momento dell’eredità.
In altre parole, chi ha già ricevuto donazioni in vita potrà comunque utilizzare per intero la franchigia sulla successione.
Questo consente di sfruttare una doppia franchigia, una per le donazioni e una per le successioni.
Ottimizzazione fiscale: frazionare il patrimonio
Comprendere la regola della doppia franchigia permette di pianificare in modo molto più efficiente.
La strategia consiste nel frazionare il patrimonio:
- Una parte trasferita in vita tramite donazione.
- Una parte trasmessa con la successione, ad esempio con testamento che stabilisca quote e beneficiari.
In questo modo, si sfruttano due franchigie distinte, riducendo l’impatto dell’imposta di successione e donazione.
Esempio:
- Un figlio può ricevere in vita donazioni fino a 1 milione di euro senza imposte.
- Alla morte del donante, può beneficiare di un’ulteriore franchigia di 1 milione di euro sulla quota ereditaria.
Questo doppio beneficio consente il trasferimento di patrimoni rilevanti senza necessariamente incorrere in imposte.
Conclusioni sulla doppia franchigia tra successione e donazione
La gestione corretta delle franchigie e del coacervo rappresenta uno strumento essenziale nella pianificazione successoria.
È importante ricordare che:
- Le franchigie di successione e donazione non si sommano né si erodono a vicenda.
- È possibile pianificare trasferimenti frazionati nel tempo per sfruttare al massimo la doppia franchigia.
Per risultati ottimali è fondamentale pianificare con attenzione, predisporre atti di donazione e testamento in modo coordinato e affidarsi a un professionista esperto di successioni e diritto tributario.
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