ZES Unica: credito d’imposta al 50% sugli immobili chiarito

Il credito ZES Unica immobili è uno degli incentivi fiscali più rilevanti per le imprese che investono nel Mezzogiorno. Questo strumento consente di ottenere un credito d’imposta sugli investimenti effettuati nelle Zone Economiche Speciali (ZES), con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico delle regioni del Sud Italia.

Con l’Interpello n. 183/2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente il criterio di calcolo del limite massimo agevolabile riferito alla componente immobiliare degli investimenti. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché risolve dubbi interpretativi che avevano rallentato l’applicazione uniforme della misura da parte delle imprese.

Il limite del 50% sugli immobili nel credito ZES Unica

La componente immobiliare può beneficiare del credito d’imposta solo fino al 50% dell’investimento complessivo agevolabile. In altre parole, se il valore dell’immobile supera questa soglia, la parte eccedente non rientra nel beneficio, ma la quota ammessa rimane comunque valida e calcolabile.

Per esempio, se un’impresa investe € 270.000 in beni mobili e € 600.000 in immobili, il tetto massimo agevolabile sarà di € 540.000. Di questi, € 270.000 coprono i beni mobili e altri € 270.000 della spesa immobiliare rientrano nel credito ZES Unica immobili. I restanti € 330.000 della parte edilizia non danno diritto all’agevolazione.

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Perché questo chiarimento è importante per le imprese

Grazie a questo chiarimento ufficiale, le imprese possono pianificare meglio i propri investimenti produttivi nel Sud Italia. Comprendere in anticipo i limiti agevolabili consente di definire strategie fiscali efficaci, evitando errori e ottimizzando le risorse.

Il credito ZES Unica immobili può inoltre essere cumulato con altri incentivi, come Transizione 5.0, a condizione che non venga superato il costo effettivo sostenuto per l’investimento. Ciò apre la possibilità a forme di agevolazione integrata, molto utili in fase di espansione aziendale.

Per tutti gli aggiornamenti ufficiali, consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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