Il tuo Trust potrebbe essere inesistente per il Fisco: quando un Trust Interposto è fiscalmente nullo

Il Trust Interposto e la sua rilevanza fiscale.

“Pensate che il vostro trust sia inattaccabile? E se vi dicessi che potrebbe essere considerato inesistente dal Fisco? La casistica è più comune di quanto si pensi: il 75% dei trust che ho analizzato negli ultimi anni risultavano un trust interposto.

Mi presento.

Io sono Antonio Pisapia, dottore commercialista e sostenitore delle imprese familiari.
Il mio obiettivo è affiancare gli imprenditori nella corretta gestione fiscale e patrimoniale, con particolare attenzione al passaggio generazionale e alla trasmissione del patrimonio.
Oggi analizziamo insieme il fenomeno del trust interposto.

📌 Attenzione: l’interposizione riguarda l’inesistenza fiscale del trust, non quella giuridica. Ciò significa che la protezione patrimoniale del trust potrebbe rimanere valida, ma per il Fisco il trust sarà fiscalmente inesistente. Di conseguenza, i redditi prodotti dai beni conferiti verranno attribuiti direttamente al disponente, come se il trust non esistesse mai!

Contesto generale.

Facciamo un passo indietro: cos’è un trust?
Il trust è un istituto giuridico di origine anglosassone in cui un soggetto, detto disponente, trasferisce la proprietà di alcuni beni a un altro soggetto, il trustee, affinché li gestisca nell’interesse di uno o più beneficiari.
Il trust è particolarmente utilizzato per garantire protezione patrimoniale e per gestire la pianificazione successoria.

In Italia, non esiste una disciplina giuridica specifica sul trust, ma il suo riconoscimento deriva da convenzioni internazionali, come la Convenzione dell’Aja del 1985. L’aspetto fiscale del trust, invece, è regolamentato dalla normativa italiana.

Ma quando un trust si definisce interposto?

Un trust interposto è un trust che, per il Fisco, risulta inesistente ai fini fiscali. Questo accade quando il trust non ha una reale autonomia gestionale, ma è solo un veicolo per mantenere il controllo del patrimonio nelle mani del disponente.

Ecco i principali segnali che indicano la fiscalità interposta di un trust:

  1. Il disponente mantiene la gestione diretta dei beni conferiti nel trust.
  2. Il trustee opera sotto le direttive del disponente o dei beneficiari.
  3. I beni del trust non sono separati chiaramente dal patrimonio del disponente.

Quali sono gli effetti del Trust Interposto?

Se un trust viene considerato interposto, il Fisco lo ignora fiscalmente. Questo significa che i redditi generati dai beni conferiti nel trust verranno imputati direttamente al disponente. Tra questi:

  • Redditi da locazione
  • Plusvalenze da cessioni
  • Proventi finanziari

Come evitare che un trust sia interposto?

Per evitare che il trust interposto venga ritenuto fiscalmente inesistente, seguite queste tre regole fondamentali:

  • Il trustee deve essere realmente autonomo, senza interferenze del disponente.
  • L’atto istitutivo del trust deve essere chiaro e conforme alle convenzioni riconosciute.
  • Il disponente e i beneficiari non devono interferire nella gestione del trust.

CONCLUSIONE.

Il trust non è sempre la soluzione giusta. È uno strumento complesso e costoso, utile solo in situazioni specifiche. Se il vostro obiettivo è la tutela patrimoniale, esistono alternative più semplici e convenienti, come:

  • Il fondo patrimoniale
  • I vincoli di destinazione
  • I patti di famiglia
  • Le holding

Vuoi capire se il trust interposto è la scelta giusta per te? Contattami per una consulenza!

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